UN PASSO AL GIORNO
VERSO LA PASQUA
Quaresima 2022
28 marzo

23Passo: VISTA

 “Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò tutti mormoravano: “E’ andato ad alloggiare da un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19,1-10).

Zaccheo ha finalmente la luce per “vedere”. Ha incontrato la sua vera ricchezza, il vero senso del vivere: Gesù. Come? Diventando un povero alla sequela del Signore, un discepolo che finalmente è libero dal dio denaro e dai tanti soprusi e ingiustizie consumati. Il Signore gli ha dato di vedere il vero bene, che non è il denaro, un bene di questo mondo, ma Lui: Signore della nostra vita: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita: di che avrò timore? Quando mi assalgono i malvagi per divorarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere. Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia. Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la dolcezza del Signore e ammirare il suo santuario. Egli mi offre mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe. E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano. Immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza, inni di gioia canterò al Signore. Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me: Rispondimi! Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto. Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici. Non espormi alla brama dei miei avversari; contro di me sono insorti falsi testimoni che spirano violenza. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore (Sal 27,1-14). Zaccheo è il prototipo di ogni discepolo, che è tale in quanto riconosce che il Signore lo ha visitato e gli ha chiesto di servirlo. Zaccheo è ciascuno di noi quando ci sentiamo interpellati da Gesù che desidera venire a “casa nostra”. Avrà da dirci certamente qualcosa e avrà da darci ciò che nessuno può: la pace del cuore.

  • Oggi scelgo di essere “in casa” con Gesù. Immerso nel lavoro, nelle faccende o nel riposo, resto “chiuso intimamente con Lui”, per permettergli di parlarmi, interpellarmi, amarmi.

Invoco il Signore…
“Signore, fammi giustizia: nell’integrità ho camminato, confido nel Signore, non potrò vacillare. Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente. La tua bontà è davanti ai miei occhi e nella tua verità dirigo i miei passi”(Sal 26, 1-3).