“È risorto dai morti!” È l’annuncio che ha cambiato la storia, l’ha come divisa in due: prima della risurrezione di Gesù ha regnato la morte, dopo ha iniziato a regnare il Risorto comunicando vita eterna a tutti coloro che lo accolgono come Signore della vita.
E allora come mai la morte continua a imperversare, infischiandosene di tutti gli annunci di vita e di risurrezione che pure risuonano ogni giorno in tutto il mondo? La risposta non è lontana da noi, anzi, la possiamo scoprire facilmente dentro di noi: la cultura della morte si alimenta delle nostre paure, prima fra tutte proprio la paura della morte. Come si spiega la volontà di dominio di coloro che scatenano guerre se non con l’illusione di perpetuare il loro potere al di là della morte? E la smania di accumulare immense fortune economiche o di rendersi immortali attraverso la fama e il successo? Non nascono forse dalla stessa paura?
Gesù ha sfidato la morte guardandola in faccia, le è andato incontro attraversandola col dono della sua vita. Perché l’ha fatto? Per amore. Sì, per amore, per amore di me, di te, di tutti, anche di coloro che lo avevano condannato e crocifisso e di quelli che continuano a farlo. La paura della morte non lo ha fermato, perché più forte era il desiderio di condividere tutto con i suoi, con noi, con tutti. Più forte della morte era l’amore, quell’amore che la morte non poteva uccidere perché veniva da Dio, era Dio stesso rivestito di debolezza, rivestito di umanità.
Il Risorto precede in Galilea tutti coloro che credono in Lui, anche noi. Ci dà appuntamento dove tutto è cominciato. La nostra avventura con Lui è iniziata quando ci ha chiamati a seguirlo e noi ci siamo fidati perdutamente di Lui, lo avremmo seguito in capo al mondo. Per aver accolto il suo invito la nostra vita ha preso il largo e, nonostante cadute e fallimenti, non abbiamo fatto naufragio. Ora ci chiede di ripartire guardando Lui risorto, ben consapevoli che anche noi dovremo salire a Gerusalemme e non da pellegrini…
Se tutto è cominciato con un incontro di sguardi, cosa accadrà quando lo incontreremo nella luce sfolgorante di Pasqua? Anche noi lo riconosceremo allo spezzare del pane dopo aver ascoltato parole che scaldano il cuore. Allora, chiudendo gli occhi, lo vedremo, e gli diremo: “Ora non ho più paura. Rimani con me quando cala la notte. Con te attenderò l’arrivo dell’alba e mi sazierò della tua Luce!”
Luminosa Pasqua a tutti!
Don Flavio

