BATTESIMO DI GESU’
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Il Natale, con il suo fascino e con il suo messaggio continua ad esercitare un forte richiamo: ne è conferma la presenza in Chiesa – per il Natale – anche di gente che normalmente a Messa non va. Ma, si sa, altro è lasciarsi avvolgere dal clima natalizio fino ad andare anche a Messa, altro è accoglierne il messaggio che ci è stato riproposto dalla Chiesa nelle feste liturgiche di questi giorni. E, tra queste, c’è la festa del Battesimo di Gesù che, da una parte, ci invita a non allontanarci dal messaggio natalizio e dall’altra, ce ne ripropone in maniera forte il contenuto. Può tornare utile ricordare che, nel suo Vangelo, riferendo del Battesimo di Gesù al Giordano, l’evangelista Matteo intende rispondere alle domande contenute in Isaia 63,11. In quel brano, il profeta sta parlando di un popolo che, pur essendo tornato dall’esilio, continua a sperimentare la fatica di vivere e di riorganizzare in maniera sensata la propria vita, e perciò si chiede: «Dov’è colui che fece uscire dall’acqua del Nilo il pastore del suo gregge? Dov’è colui che gli pose nell’intimo il suo Spirito?». Quasi a dire: dove stanno i segni concreti della presenza di Dio in mezzo a noi? Nelle mani di chi possiamo mettere le nostre attese perché possano trovare risposta? Il senso ultimo e più vero del Vangelo di oggi e quindi della festa del Battesimo di Gesù sta proprio qui: Gesù, il Figlio “amato”, è la risposta che Dio Padre dà in maniera viva e concreta alle nostre attese ed alle speranze del suo popolo. Questo – che è il messaggio centrale del Vangelo e della festa di oggi – possiamo approfondirlo rispondendo a un paio di interrogativi.
1.Cosa è avvenuto al Giordano di così straordinario, come dirà Pietro nella casa di Cornelio (2a lettura)?
Al Giordano è successo che Gesù di Nazaret ha detto con i fatti/gesti la sua forte solidarietà con i peccatori. Per questo il Padre lo ha mandato e per questo ha posto il Lui il suo compiacimento e lo ha riempito del suo Spirito. Intervenendo al Giordano, Dio Padre ha detto che Lui gode ed è contento di Gesù. Alla stessa maniera che gode ed è contento – “si compiace” – per tutti coloro che cercano di vivere come Gesù. In questo episodio, per la prima volta, in maniera esplicita, vediamo all’opera il nostro Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Lo vediamo all’opera per farci capire senza equivoci che Lui è un Dio vicino agli uomini peccatori e che non si vergogna di figli come noi. Non ci lascia soli a leccarci le nostre ferite e a piangerci addosso. Si mette a fianco a noi e, in Gesù, esce con noi dall’acqua inquinata di una vita senza senso per rimettersi in cammino con noi verso orizzonti nuovi. É questa la missione di Gesù, il Figlio amato dal Padre. E la sua missione pubblica è una missione segnata da una passione solidale con gli uomini, secondo il progetto del Padre. D’ora in poi, essere con Cristo significa anche partecipare in maniera piena a questa sua missione.
2. In che modo oggi la Chiesa tiene viva la realtà del Battesimo di Gesù al Giordano? Attraverso i Sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Purtroppo e nella migliore delle ipotesi, questi Sacramenti li abbiamo ridotti a tappe che scandiscono socialmente la nascita, la crescita e l’inserimento delle persone nel contesto della Chiesa. Essi vanno invece vissuti come tappe che ci configurano a Cristo e ce lo fanno accogliere veramente come colui che da sempre è stato atteso e che ora sta con noi e con noi intende percorrere la strada che rende più bella la nostra vita e più sensata la nostra esistenza.
Don Federico

