Vangelo in briciole
24 febbraio 2019

VII DOMENICA T.O.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi.  Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio». 

Dopo aver proiettato nel cielo della pianura umana il sogno e la rivolta del Vangelo, chiedendo aiuto con gli occhi ai suoi discepoli, come abbiamo ascoltato domenica scorsa, ora Gesù si rivolge indistintamente a tutti colori che lo ascoltano e prende a parlare con più morbidezza, usando esclusivamente esortazioni. La contrapposizione tra “poveri/ricchi”, tra “sofferenti/gaudenti”, tra “affamati/sazi”, si scioglie come neve al sole quando Gesù pronuncia il suo primo: “amate”.“Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano”: è come se dicesse ai poveri di amare i ricchi, agli odiati di amare chi li odia. Con queste parole Gesù fa cadere le antitesi e mette ciascuno nelle condizioni di essere povero di spirito e quindi di poter comprendere le sue parole.Chi sono i poveri? Non sono altro che coloro che ascoltano e seguono Gesù. Gli steccati sono abbattuti, giacché anche un ricco può ascoltare Gesù e quindi farsi povero di fronte a Lui.
A chiunque lo ascolti Gesù raccomanda di amare, di fare il bene, di benedire.
Egli indica una via altissima al povero e al ricco. Ambedue non valgono per quello che possiedono, ma per quello che sono: creature amate da Dio, amabili e capaci di amare, capaci di essere misericordiosi come il Padre.
Gesù, pertanto, invita ad una vera e propria rivoluzione dell’ amore che non poggia sulle risorse umane, ma è dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve sulla sua bontà misericordiosa. Rendendo Gesù padrone dei nostri cuori diventiamo poveri di spirito, così come Maria, capaci di cambiare le sorti della gente, così come ha fatto “il più bello dei figli dell’uomo”, che ha dimostrato la sua povertà di spirito, affidandosi completamente al Padre, fino a dare in dono la sua stessa vita a vantaggio di tutti noi.
Che la nostra vita possa essere ogni giorno trasfigurata, per essere sempre più a Sua immagine e somiglianza nell’amore.

Francesca Drago